Make your own free website on Tripod.com

Il Dr.Lecter è ora rifiugiato a Firenze,curatore della Biblioteca Capponi,mentre un miliardario pedofilo,antica vittima del dottore, medita vendetta,servendosi della nemesi lecteriana,l'agente Starling(tornata sul caso dopo una disastrosa operazione di polizia) e di un commissario di polizia toscano, a caccia di soldi perchè succube della moglie

Rassegna stampa
 Ridley Scott
Non penso che Lecter sia diventato più politicamente corretto in questo film. Né un cattivo positivo rispetto al cattivo negativo rappresentato da Verger. Sono letture troppo sofisticate per un film che vuole essere solo puro intrattenimento. Hannibal Lecter è frutto della mente di Thomas Harris, il quale lo ha disegnato come carismatico, colto, elegante e con un buon senso dell'umorismo. Non è una metafora ma un personaggio di finzione come altri nella storia della letteratura e del cinema.

Non ci sono somiglianze tra me e Hannibal. E nemmeno tra Anthony e Hannibal. Hopkins riesce a interpretarlo meravigliosamente bene. Sono solo passati dieci anni. Per Hannibal come per Anthony.

Firenze mi è sempre piaciuta enormemente. La Firenze che volevo io doveva essere invernale. Ho cercato di creare una città romantica e molto sobria. Atmosfere adatte al tipo di storia che volevo raccontare.

I capperi e il tartufo stanno male insieme? A me non sembra affatto. Comunque la ricetta che Hannibal cucina nella scena in cui mangia il cervello della sua vittima era già contenuta nel libro di Harris.

Non posso negare di essere seriamente interessato alla regia di un seguito di Hannibal.

In Inghilterra durante la seconda guerra mondiale i bambini rimanevano molto tempo da soli in casa perché i papà erano soldati e le madri lavoravano. Per questi motivi erano liberi di leggere tutti i fumetti che volevano e sentire la radio. Quando la madre tornava a casa la sera tardi era suo compito quello di spiegare e giustificare ai bambini quello che avevano letto e sentito. Penso che anche oggi debba funzionare così. I genitori sono responsabili e possono essere responsabili di quello che i loro figli vedono al cinema.
Per quanto riguarda la censura cinematografica... questo è un discorso che ho sempre difficoltà ad affrontare serenamente. Se si legge una favola dei fratelli Grimm nonstante il contenuto possa essere orrorifico, spaventoso, non troverete nessuno angosciato o traumatizzato. Sono fiabe! Fanno semmai ridere. Ma se io le filmassi ecco che tutti voi mi direste che è violento e che la visione delle mie immagini può traumatizzare un bambino. Ridicolo!
Hannibal è un film volutamente comico, addirittura grottesco. Lo vedo come una favola nera. Non bisogna assolutamente prenderlo sul serio. Se non capite la comicità che regge, ad esempio, tutto il rapporto tra Hannibal e il Commissario Pazzi allora non avete capito niente e i malati siete voi.
È fondamentale la responsabilità dei genitori.



 Anthony Hopkins
Hannibal non piace al pubblico perché è malvagio ma perché è un personaggio ben concepito e ben scritto. La storia della letteratura e del cinema sono piene di figure di malvagi affascinanti come Hannibal. Ritengo folle pensare che se Hannibal è popolare allora il pubblico è malato e perverso.

I ruoli che mi hanno stimolato di più nella mia carriera sono stati quelli di Hannibal Lecter e del maggiordomo Stevens in Quel che resta del giorno di James Ivory. Sicuramente i personaggi più ben scritti che ho avuto il piacere di interpretare.

Perché recito? È un quesito al quale ho deciso di non rispondere e di non pensare già molto tempo fa. Non mi interessa rifletterci sopra. Lo faccio e basta. Francamente non ho la minima idea di cosa possa essere la recitazione e di quale possa essere il suo senso.

Tutti dicono che Firenze è meravigliosa. Ma mentre nel Rinascimento la facevano diventare meravigliosa, le famiglie che la governavano uccidevano, massacravano, tradivano. Dal male può nascere il bene. Può nascere il bello. È il paradosso della natura umana.

Hannibal Lecter è quello che noi inglesi chiamiamo "boogie man" (per noi italiani è L'uomo nero, N.d.R.). È una figura archetipica. Arte, brutalità e violenza possono andare a braccetto. Lecter è il male, ma il male può essere molto creativo. Questo mi ricorda l'aneddoto che il personaggio interpretato da Orson Welles racconta a Joseph Cotten ne Il terzo uomo. Henry Lime spiega all'amico che mentre il Rinascimento italiano è nato dallo spargimento di molto sangue innocente e da infinite guerre e battaglie, una nazione pacifica come la Svizzera in tutta la sua storia non ha prodotto niente di più artistico degli orologi a cucù.

Effettivamente ho alcune idee su un possibile seguito di Hannibal. Ma escludo già da adesso di aver mai pensato di poterne curare la regia. Non mi appartiene la capacità visionaria che ogni regista dovrebbe avere. Sto aspettando di leggere la sceneggiatura di Ted Telly per decidere se accettare o meno la parte di Hannibal per il secondo film che sarà tratto da Il drago rosso di Harris.

Ridley Scott è uno dei migliori registi con cui ho avuto il piacere di lavorare.

Viviamo in un'epoca di grande repressione. Il teatro elisabbettiano del XVII secolo era cruento. Grondava sangue. Ma la gente lo amava. Perché? Perché siamo anche delle bestie ed è naturale che si possa provare fascino per il mostruoso, per la violenza. Adesso invece siamo tutti ossessionati dal politicamente corretto. Che noia. Siamo talmente spaventati dalle nostre stesse ombre che ci stiamo rovinando con le nostre stesse mani. Mentiamo a noi stessi.
Hannibal è crudele e violento, ma anche onesto e divertente. La grande tragedia dell'epoca che stiamo vivendo è che manca completamente di senso dell'umorismo.

Odio le conferenze stampa. No... sto scherzando. In realtà posso quasi dire che mi piacciono. Penso di essere dotato di un buon senso dell'umorismo. Mi fanno ridere quelli che mi fanno seriamente domande completamente assurde come "Che cos'è la recitazione per lei? Perché recita?".
Odio analizzare troppo a fondo le cose, polemizzare, parlare e straparlare di tutto.



 Giancarlo Giannini
Firenze in Hannibal mi ha ricordato una città espressionista. La notte dell'uccisione della zingara mi sembra un esplicito riferimento a Il terzo uomo di Carol Reed.

Il mio personaggio è un commissario di Polizia non convenzionale. Ho trovato immediatamente con Ridley delle chiavi giuste per interpretarlo: è un antipatico che alla fine diventa quasi simpatico; è un demone che incontra un demone più forte di lui; è un uomo che fa un patto con il diavolo.

Obiettivamente mi sembra giusto vietare il film ai minori di 14 anni. Io ho dei figli. Non glielo consiglierei.



 Dino De Laurentiis
Il rapporto con Thomas Harris è semplice e complesso allo stesso tempo. Quando acquistai per pochi soldi i diritti del suo secondo romanzo Il drago rosso, mi assicurai i diritti di tutti i suoi futuri romanzi con Lecter. Così, a dieci anni di distanza da Il silenzio degli innocenti, ho ricevuto nell'estate del 1999 una telefonata da Harris mentre stavo seguendo la lavorazione a Malta del mio nuovo film di guerra U-571. Mi chiamava per dirmi che aveva finito il nuovo romanzo, Hannibal, e che potevo già cominciare a pensare al cast tecnico e artistico. Io gli ho detto di spedire una copia del romanzo a Demme e Hopkins. Anthony ha accettato immediatamente mentre Jonathan mi ha detto sì in un primo momento per poi ripensarci facendomi chiamare dal suo agente. Dopo aver detto all'agente di Demme di riferire a Jonathan il detto italiano "Morto un papa se ne fa un altro", ho immediatamente contattato Ridley Scott, il quale stava a Malta con la sua troupe per realizzare le riprese de Il gladiatore. Nonostante fosse preso dal suo film, Ridley ha letto molto velocemente il libro e se ne è innamorato.

 Quando io e Michael Mann abbiamo realizzato Manhunter - Frammenti di un omicidio, tratto da Il drago rosso di Harris, decidemmo di mettere in secondo piano il personaggio di Lecter. Adesso, a più di dieci anni di distanza, ho pensato di realizzare un remake del film di Mann in cui ci si concentri di più su Lecter. Il pubblico si è affezionato e probabilmente vuole sapere qualcosa di più del passato di Hannibal. Per la sceneggiatura di questo remake ho assunto Ted Tally, lo sceneggiatore premio Oscar de Il silenzio degli innocenti (Telly rifiutò di scrivere la sceneggiatura di Hannibal perché trovò il libro di Harris troppo violento, N.d.R.), il quale la sta ancora scrivendo. Quando Telly avrà terminato il copione lo faremo leggere a Anthony e vedremo che ne pensa. Il suo assenso o rifiuto all'operazione dipende esclusivamente dalla qualità della sceneggiatura. Questo film, sciopero permettendo, dovrà essere completato entro il 2001.
Per quanto riguarda il seguito di Hannibal... ancora non so. Aspetto i risultati del box-office per decidere se gli daremo un seguito. Una cosa è certa: Thomas Harris non scriverà un altro romanzo! Al massimo scriverà la sceneggiatura. Sono riuscito a convincerlo.

La censura non dovrebbe esistere. Non dovrebbe esistere nel 2001 con quello che vediamo in televisione. In assoluto. Ognuno dovrebbe potere andare a vedere quello che vuole. Nello specifico posso dire che ogni paese ha le sue leggi. Ha le sue regole. In Canada non è stato messo ad Hannibal nessun divieto. In Usa i minori di 17 anni non possono andare a vederlo senza essere accompagnati dai genitori. Il silenzio degli innocenti in Italia non fu censurato. Adesso tutti si scandalizzano perchè Hannibal non ha il divieto ai minori di 14 anni. La polemica è nata solo in Italia e riguarda essenzialmente il distributore Aurelio De Laurentiis